Cercare, trovare e creare un logo che riesca a raccontare non solo una professione, ma anche la personalità di chi la esercita, non è affatto semplice. È un percorso fatto di tentativi, ricerche, studi e, soprattutto, di domande. Ed è proprio dalle domande che sono partita: cosa voglio trasmettere? Cosa dovranno raccontare quelle forme, quei colori? Sarà un’immagine capace di parlare da sola o avrà bisogno di spiegazioni?
Domande e intuizioni mi hanno accompagnata nella scelta delle forme e dei colori che vedete oggi. Un ascolto attento delle curiosità dei turisti, unito a una profonda passione per la storia di Valencia, mi ha portata a guardare alle sue radici più antiche, quelle che affondano – almeno in parte – nella cultura araba. Una presenza ancora oggi fortissima, senza la quale non potremmo ammirare le splendide cupole in ceramica blu cobalto che svettano su edifici come il Museo di Belle Arti San Pío V o alcune cappelle della magnifica Cattedrale.
Nel logo, la cupola azzurra domina su uno sfondo giallo intenso: un giallo che richiama immediatamente l’idea che tutti abbiamo di Valencia, la città del sole, dei famosi “365 giorni di luce all’anno”. Il verde rappresenta invece la terra, i campi e la storica huerta valenciana, da sempre resa fertile grazie alle acque del fiume Turia, evocato dal colore celeste. Una terra generosa, capace di offrire in abbondanza i suoi preziosi frutti.
E poi c’è il ponte, color arancione: un elemento centrale, caldo, che cattura lo sguardo. La sua forma curva addolcisce l’insieme e, simbolicamente, collega tre grandi epoche della storia valenciana: quella romana, quella araba e quella cristiana. Un ponte che unisce, come fa la storia stessa di questa città straordinaria.
Con un po’ di pazienza, una buona dose di fantasia e anche una certa audacia – lo ammetto, è un logo fuori dai canoni più tradizionali – ho messo insieme i pezzi del mio personale puzzle. Ne è nata un’immagine che sentivo profondamente mia, che rispecchia le mie ricerche, il mio modo di raccontare e il mio mondo fatto di colori, arte e curiosità.
A completare questo puzzle c’è un dettaglio a me molto caro: il bastone con il foulard viola che utilizzo nei miei tour. I due splendidi toni di viola non sono solo belli da vedere, ma sono diventati il mio segno distintivo: un piccolo “quid” che mi rende immediatamente riconoscibile tra le altre guide e che porta con sé la mia personalità, la mia passione e il mio modo unico di raccontare la città.
Il mio logo è questo: una piccola storia raccontata attraverso forme semplici e colori vividi. Un’immagine pensata per incuriosire, per invitare a fermarsi un attimo e a guardare con occhi diversi ciò che si nasconde dietro un segno grafico. Proprio come faccio ogni giorno quando accompagno chi lo desidera alla scoperta di Valencia.
(Fotografias: fuente internet)